Ritorno al Bosco dei 100 Acri, Christopher Robin.

Chi non è mai stato affascinato dall’orsetto goloso di miele?
Io da bambina amavo Winnie the Pooh, così come gli amici del bosco dei 100 acri: Tigro, Ih-oh, Pimpi, Uffa, Tappo, Kanga e Ro, e il piccolo Christopher Robin. Rivederli in questa nuova veste ha fatto uscire il mio lato nostalgico.

“Che giorno è oggi?”
“Oggi è oggi”.

Pooh: “Che accadrebbe se ti dimenticassi di me?”
Christopher: “Sciocco di un orsetto, non mi dimenticherò mai di te Pooh lo giuro, nemmeno a 100 anni”

Ritorno al Bosco dei 100 Acri” è un film, diciamocelo, fatto bene.
Bellissimi gli interpreti, la fotografia, la scenografia, commoventi le scene e il messaggio che si cela dietro.
Ma partiamo dalla trama:

Trama


A inizio film vediamo la festa di  Arrivederci Christopher Robin: nel bosco dei 100 acri l’orsetto e gli amici organizzano una festa per Christopher che deve partire per il collegio: qui una scena madre del film, in cui Christopher bambino e Winnie si danno il fatidico Arrivederci in un posto preciso, nessun posto.
Christopher quindi si trasferisce, cresce, si innamora, si sposa, va in guerra, quando torna a casa si ritrova una bambina, sua figlia, che non conosceva. Tutte queste scene scorrono di fronte ai nostri occhi, ci raccontano la vita di Christopher fino ad una scena in particolare.

Christopher così pressato dal lavoro non gioca con sua figlia, non occupa il tempo con sua moglie e non può trascorrere con loro il fine settimana che aveva promesso: deve lavorare.

e riflessioni …

Un padre stereotipo che non rende bene, perché gli hanno dato una giustificazione:  se lui non trova una soluzione per aumentare i guadagni dovranno licenziare gran parte dei dipendenti.

Ricco di responsabilità sulle spalle, esausto dal lavoro e dalle colpe che madre e figlia gli imputano, ecco che a Christopher spunta sotto il naso un orsetto:

Pooh, dal canto suo, era alla ricerca di Christopher Robin, non trovava infatti più i suoi amici, e molto probabilmente solo Christofer l’avrebbe potuto aiutare!
Da qui inizia l’avventura che vede Christopher di ritorno al bosco, un bosco diverso, tetro, insidioso, allora sconfigge gli Efelanti, ritrova i suoi vecchi amici, ma la storia di certo non finisce qui, adesso tocca a lui essere salvato.

Non ho amato particolarmente la scelta di rendere Winnie e gli altri REALI, sappiamo infatti dai libri, cartoni e film, che sono frutto dell’immaginazione di Christopher Robin. Qui, invece, tutti possono vederli, sentirli parlare, vedere muoversi, anche la figlia, la moglie, il taxista, il capo di lavoro di Christopher, ma a parte questo particolare, il film mi è piaciuto.

Fa riflettere sull’importanza di non perdere di vista i propri sogni, di non lasciarli chiusi in un baule della soffitta, ma di crederci, così come facevamo da bambini, dove tutto era reale e mai impossibile.
Lasciamoci sopraffare dal bambino che è in noi e non dimentichiamoci dell’importanza del non fare niente.

“Il dolce far niente spesso porta alle cose migliori.”

Voto
✰✰✰✰
4/5