Crea sito

L’eleganza del riccio, Muriel Barbery – Recensione

Autrice: Muriel Barbery
Titolo: L’eleganza del riccio
Titolo Originale: L’élègance du hérisson
Casa editrice: Edizioni e/o
Traduzione: Emanuelle Caillat e Cinzia Poli

“[…] Il giorno dei miei tredici anni, il 16 giugno prossimo, mi suicido. Attenzione, non intendo fare niente di spettacolare, come se fosse un atto di coraggio o di sfida. Tanto più mi conviene che nessuno sospetti nulla. Gli adulti hanno un rapporto isterico con la morte, diventa un affare di stato, fanno un sacco di storie, e dire invece che e’ l’evento più banale del mondo. In realtà, quello che mi interessa non e’ la cosa in sé, ma il come. […]”

 

Trama.

“Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia.
Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto  e per tutto conforme all’idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente.
Invece, all’insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese.
Poi c’è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita. Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre.
Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l’uno dell’impostura dell’altro si incontreranno solo grazie all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée e il suo antico, doloroso segreto.”

“[…]Per la prima volta in vita mia  ho sperimentato il senso delle parole mai più. Beh, è una cosa terribile. Le pronunciamo cento volte al giorno, ma non sappiamo cosa stiamo dicendo se non ci siamo ancora confrontati con un vero “mai più”. […]” 

 

Recensione.
( Più che recensione è un flusso di pensieri ininterrotti)

L’ELEGANZA DEL RICCIO è un piccolo gioiello, sebbene all’inizio parti lento.
Ho condiviso con questa lettura, infatti, ben tre mesi. Di questi, 90 giorni li ho trascorsi tra le prime 148 pagine, le restanti 170 le ho lette ieri tutte d’un fiato.
L’ELEGANZA DEL RICCIO è arte sublime, è saper scrivere divinamente, è il riuscire a rendere un testo di un’eleganza strabiliante solo tramite le parole.
L’ELEGANZA DEL RICCIO è filosofia, è riscoperta di sè stessi, è un salto nel vuoto. Un salto nel vuoto piacevole e intenso.
L’ELEGANZA DEL RICCIO è pioggia d’estate.
È Anna Karenina che ti bussa alla porta, un pacco che da fuori sembrerebbe malandato, ma dentro nasconde bellezza.
L’ELEGANZA DEL RICCIO  è Wabi.
È particolare nell’ Universale.
È una lettura ricca, superba, sublime.
L’ELEGANZA DEL RICCIO è natura morta. La Natura Morta di Pieter Claesz .

“La quintessenza dell’Arte, la certezza del senza tempo”

L’ELEGANZA DEL RICCIO è una camelia.
L’ELEGANZA DEL RICCIO  è un libro da assaporare, un libro da capire, con cui entrare in empatia e starci dentro per sempre.
È un libro da custodire gelosamente.
È lacrime e gioia.
È arte senza tempo.

“[…]Ha l’eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti.[…]”

Voto
5/5

 

Volete acquistare “L’eleganza del riccio” e aiutare il blog?
Acquistate da qui: Eleganza del riccio

Pubblicato da thebeautyandapileofbooks

Deb/ '96/ RC

2 Risposte a “L’eleganza del riccio, Muriel Barbery – Recensione”

I commenti sono chiusi.