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La figura di madre nella letteratura

Buon pomeriggio lettori con un argomento diverso, e forse anche più profondo.
Come vi avevamo anticipato, io e la mia amica Sara di Milioni di Particelle, abbiamo deciso di aprire un bel Caffè Letterario!
Proprio così, uno di quei Caffè in cui ordini un espresso, o una tisana, tanti dolci biscotti o muffin alla crema, ti siedi e fai finta di essere almeno un po’ acculturata: leggi un libro o un giornale, o chiacchieri delle tue passioni, della lettura e della letteratura.
Ci piacerebbe che anche voi veniste a far parte del nostro Caffè, non abbiate paura, sedetevi accanto a noi e dite la vostra nei commenti, o sui social!


L’argomento che abbiamo scelto per il mese di Maggio è la figura della madre, in occasione proprio della festa a lei dedicata, che questo mese è caduta il 12.
La Mamma è il cuore dell’umanità, colei che ci cresce, che ci educa, che ci ama, colei che ci fa innervosire, l’unica che riesce a far spuntare nell’armadio il vestito che volevi, quando un attimo prima non c’era, E NON C’ERA DAVVERO.
La mamma è sempre la mamma, e anche se un po’ rompicojoni perché “Mettiti una giacchetta che fa freddo!” “Ma hai mangiato?” “Non fare tardi” “Chiamami quando arrivi”, noi la amiamo sempre e comunque.


La letteratura ci offre moltissime figure materne, alcune buone e protettive, altre da imitare, altre ancora pessimi esempi.
Per alcuni scrittori la madre è fonte di ispirazione, ho amato in questo caso la poesia di Pasolini “Supplica a mia madre” in cui il poeta dichiara che la madre conosce il suo cuore, già prima di lui;
Salvatore Quasimodo si riferisce a sua madre con l’appellativo di “Mater Dulcissima” e Ungaretti afferma che l’amore della madre lo conduce oltre la morte.
Ma tante altre figure materne sono state protagoniste fin dall’età classica, basti pensare a Teti, madre di Achille, o nell’Eneide, Venere madre di Enea. Nell’Odissea, Penelope madre e moglie esemplare, rimane ad Itaca ad aspettare il marito, e sola cresce il figlio Telemaco; Penelope viene presentata come una donna forte e paziente, un vero esempio da seguire.
Virgilio nelle Bucoliche dà molta importanza alla madre, esortando i figli:

“Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem,
matri longa decem tulerunt fastidia menses”
“Comincia, o piccolo fanciullo, a riconoscere col sorriso la madre:
alla madre nove mesi arrecarono lunghi travagli”.

Ma esistono anche donne e madri dalla ferocia implacabile, basti pensare a Medea, altra figura della mitologia greca, innamoratasi perdutamente di Giasone, aiuta il suo amato nell’impresa degli Argonauti, andando contro il suo stesso popolo, lo sposa e parte con lui. Dopo alcuni anni, viene però abbandonata e, presa dalla disperazione, per vendicarsi uccide i figli avuti con lui.
Di uguale impatto è Gertrude, la madre di Amleto.
Dopo solo un mese dalla morte del marito, il re di Danimarca, decide di sposare il cognato Claudio, che ha ucciso con l’inganno il precedente sovrano, padre di Amleto, per impossessarsi del trono.
Sebbene ami il figlio, Gertrude non riesce ad anteporre il sentimento per lui a quello per il nuovo marito. E il resto è storia.


Concludo con una poesia che ai tempi a scuola ci facevano imparare a memoria per la festa della mamma, la poesia di Edmondo De Amicis: A mia madre

Non sempre il tempo la beltà cancella
O la sfioran le lacrime e gli affanni;
Mia madre ha sessant’anni,
E più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un detto, un sorriso, un guardo, un atto
Che non mi tocchi dolcemente il core;
Ah se fossi pittore
Farei tutta la vita il suo ritratto. 

Vorrei ritrarla quando inchina il viso 
Perch’io le baci la sua treccia bianca,
O quando inferma e stanca
Nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

 


Ma se fosse un mio prego in cielo accolto
Non chiederei del gran pittor d’Urbino
Il pennello divino
Per coronar di gloria il suo bel volto;

Vorrei poter cangiar vita con vita,
Darle tutto il vigor degli anni miei,
Veder me vecchio, e lei
Dal sacrifizio mio ringiovanita.

 

Spero che questo appuntamento vi sia piaciuto, correte a leggere anche la mia amica Sara!
A presto con un nuovo argomento al gusto di Caffè.

Deb-h.

 

Pubblicato da thebeautyandapileofbooks

Deb/ '96/ RC

2 Risposte a “La figura di madre nella letteratura”

  1. E questo primo appuntamento è andato. Sono davvero felice di aver iniziato a collaborare su questo progetto perchè è ampio e possiamo parlare di cosa più ci piace e analizzarlo sotto diversi punti di vista.
    A prescindere da questo, trovo davvero interessanti gli spunti che hai trattato, la Poesia di De Amicis è stupenda.
    Grazie ancora <3

I commenti sono chiusi.